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Si possono tenere gli animali nel condominio?

Aggiornamento: 2 giu 2021

Si possono tenere gli animali nel condominio?


Fino al 2012, in assenza di una norma al riguardo, la Corte di Cassazione aveva ritenuto che il regolamento di condominio potesse vietare, ai proprietari delle singole unità immobiliari, di detenere animali domestici, ma tale divieto era possibile solo se approvato all’unanimità dai condomini (Corte di Cassazione sent. 3705 del 15.02.2011).

Nel 2012 però le cose sembrerebbero essere cambiate a seguito della legge di riforma del Condominio che ha modificato l’ articolo 1138 c.c., rubricato “Regolamento di Condominio” inserendo il comma 5 c.c. che così recita:


“Le norme del regolamento non possono vietare di possedere o detenere animali domestici”.


Sebbene non sembra sia dato rinvenire ad oggi giurisprudenza di legittimità sull’argomento, vi sono però importanti sentenze di merito che per il loro lucido e puntuale richiamo alla ratio della novella ed al contesto normativo, sembrerebbero costituire il punto di riferimento per quanto attiene alla interpretazione di tale modifica.

Lungi dal voler trasportare in sede legislativa quanto già raggiunto in sede giurisdizionale, i giudici di merito sembrerebbero d’accordo nel ritenere che il legislatore abbia inteso modificare, e non confermare, quanto affermato in sede giurisprudenziale prima della citata novella.


In altre parole, ad oggi, i giudici sembrerebbero orientati nel ritenere che il divieto di detenere animali non possa in alcun modo trovare ingresso in sede di regolamento condominiale, nemmeno se approvato all’unanimità.


Sul punto si veda l’ordinanza del 22 luglio 2016 emessa dalla II sez. civ. del Tribunale di Cagliari con la quale il Tribunale dopo aver richiamato l’importanza che negli anni ha assunto il rapporto uomo – animale, nonchè le leggi di tutela, sia a livello nazionale che europeo, di tale rapporto e degli animali in sé considerati, giunge ad affermare che “il divieto scolpito dall’ultimo comma dell’art. 1138 c.c. costituisca espressione dei principi di ordine pubblico, dalla cui violazione discende necessariamente la nullità insanabile della statuizione ad esso contraria”, anche laddove il regolamento sia precedente alla novella del 2012.


Tale ordinanza ha costituito la base per altre pronunce conformi, come la sentenza del Tribunale di Monza del 28 marzo 2017, nella quale il Tribunale dopo aver ribadito quanto affermato nell’ordinanza del Tribunale di Cagliari sopra citata, ha ritenuto tuttavia che un conto è tenere un animale nei propri spazi di proprietà esclusiva, altro conto è l’uso degli spazi comuni.


Sulla base di tale distinzione tra spazi di proprietà esclusiva e spazi comuni, il predetto Giudice, ha ritenuto che l’uso degli spazi comuni da parte di animali ben può essere disciplinato dal regolamento purchè la disciplina non sia talmente riduttiva da arrivare a sancire l’impossibilità di detenere un animale domestico: nel caso di specie il regolamento vietava di condurre l’animale in ascensore, ed il tribunale ha ritenuto tale divieto legittimo perché, testuali parole: “Rimane sempre la possibilità di usufruire di altro servizio comune, ovvero le scale, per muoversi con i due cani (diverso sarebbe il caso in cui si impedisse l’uso dei cani del vialetto di accesso o del corsello dei box: il proprietario non potrebbe mai accedere alla propria abitazione con l’animale)”.


Sembrerebbe dunque che nessun dubbio possa esservi sul divieto di vietare animali, seppure con i limiti relativi alla fruizione degli spazi comuni.


Altra questione, poi, riguarda l’inquilino al quale il proprietario ben può vietare di tenere animali, ma solo se tale divieto è inserito nel contratto di affitto registrato.


Silvi (TE), 15 marzo 2021



Avv. Cristina Flammini



#volontariato #futuro

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